Raffaello e la Fornarina, storia di un amore straordinario

Quanto fu dolce el giogo e la catena de’ tuoi candidi bracci al col mio volti, che sciogliendomi io sento mortal pena”.

Le parole di un innamorato, le parole di Raffaello.

Per chi?

Vasari ce lo descrive gran seduttore, grande amatore che di troppo amore morì.

Su di lui fiorirono le leggende romane non appena giunse a Roma: amò riamato splendide donne, divenute quasi tutte modelle. Tra di esse anche la Divina Imperia, la più nota cortigiana del tempo, amante anche del caro amico Agostino Chigi, morto appena cinque giorni dopo di lui.

Ma il cuore innamorato di Raffaello, ad un certo punto della sua vita, cominciò a battere solo per lei, la Fornarina!

Margherita Luti era figlia del fornaio di Trastevere

Il primo incontro fra i due avvenne proprio tra i vicoli dell’antico rione, poco distante dalla villa suburbana del Chigi dove Raffaello aveva il cantiere aperto. Lei era affacciata ad una finestra e lui, passeggiando con gli occhi al cielo, alla vista della fanciulla intenta a pettinarsi, se ne innamorò perdutamente. Una passione travolgente tanto da volere la fanciulla sempre con sé. Margherita divenne la musa di molti suoi quadri; certamente è la protagonista della Velata e della famosissima Fornarina, conservata a Palazzo Barberini, che probabilmente Raffaello fece per sé.

La sua amata dagli occhi bruni, profondi, e i tratti marcati l’ha raffigurata come una Venere pudica, ritratta nell’atto di coprirsi le nudità, gesto che in realtà attira lo sguardo su ciò che vorrebbe nascondere. La pelle candida è invasa di luce in un meraviglioso contrasto con la penombra dello sfondo che la fa balzare fuori. Nella parte alta del dipinto si intravede il contorno di un cespuglio di mirto, attributo di Venere e simbolo della fedeltà matrimoniale, e di un ramo di melo cotogno, simbolo di fertilità. Sul bracciale “alla schiava” che le cinge il braccio si legge chiaramente la firma elegante in oro: Raphael Urbinas. I capelli neri appaiono raccolti in un lungo drappo oro e blu annodato sulla nuca, un turbante orientale tanto in voga in quegli anni. Il viso è regolare, la bocca piuttosto carnosa e le gote leggermente arrossate. Tra la seta del turbante appare anche un gioiello, una perla sulla fronte, che ritorna anche sul capo della Velata. È uno stratagemma dell’artista per celare nell’opera il nome della donna ritratta, la sua amata Margherita che nell’accezione greca, margaritès, significa appunto “perla, gemma”.

Un bracciale e una perla, il mirto e il cotogno. La soluzione di un rebus per dire questa è Margherita e Margherita adesso è mia, comprovata dalla scoperta nel corso dell’ultimo restauro: un anello, una “vera” all’anulare sinistro disegnato e dallo stesso Raffaello probabilmente cancellato.

I due convolarono infatti a nozze in gran segreto. Nel testamento, Raffaello le lasciò una cospicua somma ma nessuno concesse alla poveretta di assistere il suo amato sul letto di morte. Solo alle esequie riuscì ad abbracciarlo, facendosi largo tra la folla, in preda alla disperazione.

E disperazione fu, grande.

Raffaello morì il 6 aprile 1520. Margherita si ritirò a vita monastica nel convento di Sant’Apollonia a Trastevere. Ma la fede e la preghiera non sanarono la profonda ferita del suo cuore: morì appena due anni dopo.

Anna Maria