Père Lachaise: il cimitero più famoso al mondo

Nel XX arrondissement, nella zona est di Parigi, si trova il famoso cimitero di Père Lachaise.

Con i suoi 44 ettari di terreno e le 70.000 tombe è uno dei cimiteri più famosi al mondo, il più visitato in assoluto.

La sua fama deriva sicuramente dalle personalità di fama mondiale che qui riposano: pensiamo a Jim Morrison, Maria Callas, Edith Piaf, Oscar Wilde, Amedeo Modigliani e l’amata Jeanne Hèbuterne, Chopin, Proust e moltissimi altri, senza contare le storie straordinarie di personaggi semi-sconosciuti – ma altrettanto degni di nota – in cui si può incappare tra una divisione e l’altra.

La costruzione del cimitero risale ai primi anni dell’800 quando, a causa della chiusura del Cimitero degli Innocenti – un immenso camposanto risalente all’epoca medievale, troppo pericolosamente vicino al centro abitato di Parigi – e una legge che proibiva i cimiteri all’interno delle mura cittadine per ragioni igienico-sanitarie, la capitale francese si trovò in una condizione di grave scarsità di luoghi di sepoltura.

Si progettò dunque la realizzazione di quattro nuovi cimiteri, uno per ogni punto cardinale. Il primo, a est, proprio quello di Père Lachaise.

Sorto sul colle chiamato Mont Saint Louis, in onore del re Luigi XIV, il celebre Re Sole, che qui vi aveva soggiornato per qualche ora, ospitava i possedimenti del confessore del re, il gesuita Padre François d’Aix de La Chaise: ben 17 ettari di terreno che, nel 1803, vennero convertiti nel territorio del cimitero dell’est, sotto progettazione dell’architetto Alexandre-Thèodore Brongniart.

Vi era però un problema: i Parigini non volevano essere sepolti in questo cimitero così lontano dal centro abitato, situato in una zona considerata povera e popolare. Le autorità francesi decisero allora di rendere il luogo degno di prestigio, in modo da attirare i cittadini – soprattutto quelli ricchi – e convincerli quindi a farsi seppellire qui. A questo scopo, furono traslate qui le tombe di Abelardo ed Eloisa, i due sfortunati amanti protagonisti di una triste storia d’amore proibito, e i resti di Jean de La Fontaine, celebre scrittore di favole, e del grande attore Molière. L’operazione fu un enorme successo, tanto che in breve tempo il cimitero dovette espandere i suoi confini, fino ad arrivare, oggi, ad estendersi per ben 43,93 ettari!

Tra tombe in stile gotico, monumenti funebri degni dei più importanti musei globali e stradine e indicazioni come se si trattasse di una vera e propria piccola cittadina, il cimitero si distingue anche per un’altra caratteristica: la sua importanza naturalistica. Qui si trovano infatti circa 5300 alberi, alcuni considerati delle vere e proprie meraviglie: è il caso di un acero di Montpellier piantato addirittura nel 1883 e di un eccezionale ippocastano risalente al 1800, di circa 22 metri d’altezza e 3,45 di circonferenza!

La flora, qui, ha un ruolo fondamentale nell’atmosfera romantica del cimitero, e gode anche di una certa libertà di crescita e diffusione, caratteristica spesso criticata poiché, di frequente, la flora arriva ad “invadere” i monumenti, provocandone, a causa dell’umidità, un più rapido deterioramento.

Il cimitero è stato anche luogo di combattimenti e resistenza. Durante la Comune di Parigi, nel 1871, il camposanto fu teatro di una violenta battaglia, che terminò con la fucilazione, proprio qui, di 147 comunardi, ancora oggi ricordati nel monumento noto come “Muro dei Federati”, in cui vediamo una donna (che sia la Marianna, personificazione allegorica della Francia e dei suoi valori di uguaglianza, fraternità e libertà?) quasi far scudo con il proprio corpo per proteggere i combattenti.

Moltissime le storie che gli alberi antichi che incorniciano le tombe qui ci potrebbero raccontare: ovviamente, le più celebri, quelle citate all’inizio dell’articolo, e anche quelle meno conosciute, che varrebbe proprio la pena rispolverare: quella dell’attrice Sarah Bernhardt, per esempio, acerrima rivale della nostrana Eleonora Duse. O, sempre in tema, la vicenda straordinaria di Colette, la scrittrice francese che, per scandali e stravaganza, potrebbe rivaleggiare con il Vate Gabriele D’Annunzio. Pensiamo poi a Sophie Germain, la cui carriera matematica fu sempre ostacolata dai pregiudizi derivanti dal suo essere donna, o la triste vicenda di Victor Noir, assassinato il giorno prima del suo matrimonio, diventato suo malgrado protagonista di una tradizione a tinte erotiche.

Insomma, un luogo custode di tesori straordinari, che merita decisamente una visita (non a caso, ogni anno riceve più di 3,5 milioni di visitatori da tutto il mondo!) quando si potrà riprendere a viaggiare!

Giulia Faina

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