Halloween, notte di mistero

Halloween, una festa prepotentemente entrata nella nostra tradizione e che crediamo essere l’ennesima importazione dagli Stati Uniti.

E invece no: è una festa antica e prettamente europea e, come quasi tutte le ricorrenze attuali, anche questa trova radice nella tradizione antica.

Secondo alcuni storici, Halloween deriverebbe dai Romani, che in questo periodo dell’anno festeggiavano Pomona, la dea dei frutti e dei semi, o dai Parentalia, le feste dedicate ai defunti, che avevano però luogo a febbraio.

Oggi, però, quasi tutti gli storici sono concordi col dire che Halloween affonderebbe le sue radici nella ricorrenza celtica Samhain, che corrispondeva al Capodanno.
Per i Celti, l’inizio dell’anno coincideva con la fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l’inverno.

Samhain era una giornata speciale, che non apparteneva né all’anno vecchio, né a quello nuovo. Si trovava, infatti, in una dimensione speciale in cui il velo che divideva il regno dei vivi da quello dei morti si assottigliava, e i due mondi potevano comunicare.

Ma Samhain non è assolutamente una giornata di cui avere paura! Anzi, per i Celti era il momento per lasciarsi andare alla commemorazione e al ricordo dei defunti, che venivano celebrati con falò e feste gioiose! Si diceva, inoltre, che in questa notte i defunti tornassero a frequentare i loro luoghi preferiti da vivi.

I Romani furono i primi ad entrare in contatto con i Celti e trovarono in Samhain molto somiglianze con le loro festività dedicate ai defunti.

Con l’avvento del Cristianesimo si decise probabilmente di creare una continuità col passato, sovrapponendo, come al solito, la nuova festività cristiana a quella più antica pagana.

Sotto papa Gregorio IV, la Chiesa cattolica istituì quindi ufficialmente un’unica festa da celebrarsi il 1º novembre: la festa di Ognissanti.
D’altronde, il nome Halloween stesso significa proprio quello: “All Hallows’ Eve”, cioè “Vigilia di tutti i Santi”!

Anche gli elementi caratteristici di questa festa hanno il loro perché.
Per esempio, la zucca è una alimento di stagione e c’è una curiosa leggenda che ne motiva il grottesco intaglio come se fosse una faccia: la leggenda di Jack-O’-Lantern.

Jack era un fabbro irlandese scaltro e ubriacone che un giorno incontrò il diavolo all’osteria. Stava per cadere nelle sue mani, quando riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe venduto la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Il diavolo, così, si trasformò in una moneta per pagare l’oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire ad intascarsela. Poiché nella tasca conservava anche una croce d’argento, il diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria.

Jack, allora, stipulò un nuovo patto: avrebbe liberato il Diavolo, se questi per dieci anni non fosse tornato a trovarlo.
L’incontro si ripeté quindi dieci anni dopo, ma ancora una volta l’astuto Jack riuscì a scamparla: chiese al Diavolo di raccogliere per lui una mela da un ramo, e quando il Diavolo si arrampicò, Jack incise sul tronco dell’albero una croce, cosicché il Diavolo non potesse più scendere. Un nuovo patto portò alla liberazione del Principe delle Tenebre: non reclamare mai più l’anima del fabbro.
Credendo di aver finalmente l’anima salva, Jack non si rese conto di andare così incontro ad un destino ben più terribile.
Alla sua morte, infatti, l’uomo non fu accolto né in Paradiso – per ovvi motivi – né
all’Inferno, perché – strano caso – il diavolo rispettò il patto, lanciandogli un tizzone ardente per illuminargli la strada, tizzone che Jack incastonò in una rapa come lanterna.
Da allora lo sventurato fabbro gira senza pace per trovare un rifugio.

Da questa leggenda deriva l’uso di intagliare le rape – simbolo originario della festa – come lanterne, che rappresentavano le anime del Purgatorio.

Non è un caso, dunque, che durante il Medioevo nei paesi anglosassoni i questuanti andassero di porta in porta a chiedere cibo in cambio di una preghiera per i morti, recando con loro lanterne ricavate da rape, simbolo appunto dell’anima imprigionata nel Purgatorio: da qui potrebbe infatti derivare la tradizione del “dolcetto o scherzetto?”!

Giulia Faina

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