Incontro con l’Arte, modulo 1

Modulo 1

Un corso di storia dell’arte dalle origini fino ai giorni nostri che affronterà in singole lezioni le diverse epoche e i diversi autori. Il corso, incentrato principalmente sulle diverse forme artistiche, non potrà prescindere dall’inquadramento storico che ne ha determinato necessariamente l’impulso

Lezione 1 – La nascita dell’arte e il suo sviluppo nella preistoria e nelle grandi civiltà del vicino oriente

L’Arte è quel linguaggio universale che lega passato, presente e futuro, per mezzo di un sentimento insito in tutti gli uomini, di tutti i tempi e di ogni luogo.
La prima lezione del corso si prefigge di sviluppare questo argomento e di come poi trovi applicazione sin dalle epoche più antiche, essendo l’Arte, in ogni sua manifestazione, la più alta espressione umana di creatività e di fantasia, ovvero l’unico modo che consente all’uomo di esteriorizzare la propria interiorità.
La prima lezione, partendo dalle espressioni propiziatorie dell’uomo primitivo, indagherà le forme più evolute e compiute delle grandi civiltà vicino Oriente: Sumeri, Assiri, Babilonesi, fino a giungere alle massime espressioni egizie.

Lezione 2 – L’arte egizia e greca

Precedente al IV millennio a.C., l’Arte egizia si intreccia nei secoli con l’arte delle culture vicine. Da sempre legata a intenti celebrativi e di propaganda, è caratterizzata da complesse simbologie legate alla religione e alle tradizioni funerarie. Il termine “arte” non esisteva nella lingua egizia, perché il compito dell’artista non era certamente quello di creare, inventare, quanto piuttosto di concretizzare i simboli della potenza terrena e ultraterrena.
L’Arte greca, quella sviluppatasi in una vasta area abitata da popolazioni di lingua ellenica, ebbe un’enorme influenza culturale in alcune aree geografiche dal mondo antico fino ai nostri giorni. Grazie alle scoperte archeologiche ottocentesche, si è iniziato a capire come i contributi greci avessero quale traguardo la perfezione formale, la massima attenzione alla ricerca estetica e l’armonia.

Lezione 3 – L’arte etrusca e romana

L’Arte etrusca, nata dalla vita quotidiana, è rimasta sempre vincolata al soddisfacimento delle esigenze. È pertanto strettamente legata tanto alla struttura sociale quanto alle condizioni religiose e all’ideologia funeraria. Salvo poche eccezioni, l’arte etrusca può essere ricondotta ad espressioni di “artigianato artistico”, senza finalità estetiche, quindi, pur non mancando di espressioni di elevatissimo livello (vedi il “Sarcofago degli Sposi”, custodito al Museo Etrusco di Roma)
Le prime forme artistiche che presentano caratteri di originalità e che possono essere considerate romane risalgono al periodo repubblicano, sono soprattutto opere di architettura e ingegneria finalizzate ad una utilità pubblica.
È con l’età imperiale che la cultura romana produce i suoi capolavori più alti, esprimendosi in tutti i campi: dalle grandiose costruzioni promosse dai diversi imperatori alle numerose realizzazioni di pittura, scultura, architettura, ceramica e oreficeria richieste dalle famiglie patrizie. Lo stile romano imperiale è caratterizzato da grande senso di equilibrio, derivato soprattutto dalla cultura artistica greca, ma anche una tendenza alla monumentalità e solennità che si integra con una componente realistica fondamentale.
Il terzo appuntamento affronterà questi temi, sviluppandone i concetti fondamentali

Lezione 4 – Medioevo: lo stile bizantino e l’arte ravennate

Religiosità, anti-plasticità e anti-naturalismo, intese come appiattimento e stilizzazione delle figure: questi i canoni dello stile bizantino, vòlti a rendere la smaterializzazione dell’immagine, conferendo maggiore monumentalità e astrazione soprannaturale, il tutto per descrivere le aspirazioni dell’uomo verso il divino.
La maggiore espressione dell’arte bizantina è individuabile a Ravenna, un patrimonio artistico senza eguali. Questo appuntamento svilupperà i canoni di questo stile analizzando i capolavori unici di San Vitale, Galla Placidia, il Battistero degli Ariani, il Battistero degli Ortodossi e Sant’Apollinare Nuovo e Sant’Apollinare in Classe e i loro messaggi politici oltre che religiosi

Lezione 5 – Medioevo: Il Romanico e l’arte nell’Età dei Comuni

  

Lo stile romanico, che recupera soprattutto lo stile classico tardo-imperiale, si concentra – in architettura – nella costruzione di grandi cattedrali che diventano il simbolo dell’intera comunità, assolvendo, oltre alla funzione religiosa, anche a quella di raduno di assemblee. La pittura e la scultura, abbellendo questi edifici, avranno funzione di istruire i fedeli, la cui grandissima maggioranza – compresi gli aristocratici e persino i sovrani – non sa leggere né scrivere. Il nuovo stile si diffonde lungo le vie dei pellegrinaggi e lungo le grandi strade che collegano i mercati internazionali.
Questo appuntamento, oltre a sviluppare i canoni del nuovo stile e le sue applicazioni, farà un excursus storico per raccordare la caduta dell’Impero Romano alla nascita dei Comuni in modo da inserire consapevolmente il nuovo stile nel contesto storico che lo ha determinato

Lezione 6 – Medioevo: Il Gotico: l’arte che viene dal Nord e si afferma nel Duecento italiano

Il termine “gotico” viene usato per la prima volta da Giorgio Vasari con un’accezione del tutto negativa, che cessò solo nel XVIII secolo. Ebbe origine nella zona Ile-de-France, divenendo infatti un’arte nazionale, rappresentativa della nazione francese. Si diffuse in tutta Europa, differenziandosi in base alla località in cui si manifesta e accompagnandosi ad un rinnovato interesse per la cultura e per le discussioni filosofiche e teologiche. Si tratta di un’architettura agile, traforata, leggera, aerea, caratterizzata da un accentuato verticalismo. Lo sviluppo è quindi verso l’alto, come se volesse sfidare il cielo. Questo appuntamento analizzerà lo stile gotico nel dettaglio, mettendo in luce le caratteristiche architettoniche principali e le sue funzioni simboliche. Verrà poi affrontata la differenziazione del gotico nelle diverse parti d’Europa, compresa l’Italia, descrivendo singolarmente le cattedrali più rappresentative di questo stile.

Lezione 7 – La nascita dell’arte italiana: Cavallini, Cimabue e Giotto.

L’arte italiana non iniziò con il Rinascimento bensì, soprattutto nella parte centrale della nostra penisola, prese l’avvio già alla metà del XIII secolo. In questa lunga fase di sperimentazione ed elaborazione, durata circa due secoli, si definisce una vera e propria arte «nazionale», così come stava avvenendo nel campo linguistico con la nascita della lingua italiana. Ed è proprio la concordanza di questo percorso culturale a far sì che questa stagione artistica debba essere definita come epoca della nascita dell’«arte italiana», che vedrà un distacco dagli schemi dell’arte bizantina e un ritorno al naturalismo e alla razionalità terrena della visione. 

Lezione 8 – Il Protorinascimento e la stagione delle scoperte: Brunelleschi, Donatello e Masaccio.

In Italia il Rinascimento vero e proprio è stato preceduto da un’importante stagione, quella del “proto-rinascimento”
I vitali cambiamenti artistici di graduale rottura dall’arte medievale di cui erano stati propulsore Cavallini, Cimabue e Giotto, aprirono la strada alle nuove esplorazioni artistiche del XV secolo che emersero a Firenze e fu patrocinata dalla famiglia dei Medici. Proprio all’inizio del secolo, nel 1401, a Firenze si tenne un concorso per l’assegnazione della commissione per le porte bronzee da collocare sul Battistero di San Giovanni. Tra lo scultore Lorenzo Ghiberti e l’allora orafo Filippo Brunelleschi lo scontro fu diretto; quest’ultimo, “il perdente” ebbe la rivalsa con l’assegnazione del completamento della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, la cui grande cupola nel 1420, che è ancora considerata un miracolo architettonico, lo consacrò alla gloria eterna.
Altre due figure completarono lo scenario artistico del periodo: Masaccio per la pittura e Donatello per la scultura che, con il suo capolavoro erotico – la statua bronzea del David – si è consacrato ad essere una delle icone della Repubblica fiorentina e del Protorinascimento italiano.

Lezione 9 – Il Rinascimento e la stagione delle esperienze: Leon Battista Alberti, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Andrea del Verrocchio, Botticelli e l’architettura e urbanistica

Il XV secolo fu un’epoca di grandi sconvolgimenti economici, politici e sociali, che infatti viene preso come epoca di confine tra Medioevo ed Età moderna. In questo periodo si ebbe a Firenze un rinsaldato legame con le origini romane della città, originatosi già nel XIV secolo con le opere di Francesco Petrarca.
Anche nel campo delle arti figurative le innovazioni rinascimentali affondavano le radici nel XIV secolo: le ricerche intuitive sullo spazio di Giotto vennero approfondite e portate a risultati di estremo rigore, fino ad arrivare a produrre risultati rivoluzionari. Il paesaggio è concepito come scenario di azioni umane, le vicende delle stagioni, i lavori quotidiani, le arti liberali si affermano in piena autonomia per dichiarare la dignità del lavoro umano. Pittori e scultori studiano anatomicamente il corpo umano vedono in esso ordine e bellezza, definendo inoltre contenuti e temi delle loro rappresentazioni, determinando così autonomamente l’orientamento ideologico e culturale del proprio lavoro

Lezione 10 – Il Rinascimento: Antonello da Messina, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Il Perugino, il Pinturicchio e Correggio

L’arte che rivolse il proprio sguardo al mondo classico non per imitarlo ma per creare qualcosa di nuovo, cioè il Rinascimento, intensificò gli studi sulla natura, indagando in modo diverso la realtà circostante.
Questo appuntamento affronterà il diverso modo di approccio ai canoni rinascimentali degli artisti in titolo, individuando le rispettive innovazioni.

Lezione 11 – Arte e Scienza: Leonardo da Vinci

Scienziato, filosofo, architetto, pittore, scultore, disegnatore, trattatista, scenografo, matematico, anatomista, botanico, musicista, ingegnere, progettista, tutto in un solo uomo: Leonardo da Vinci, uno dei più grandi geni dell’umanità, che incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell’arte e della conoscenza. Uomo d’ingegno e talento universale. Questo appuntamento si prefigge di analizzare le scoperte leonardesche, senza le quali il mondo di oggi sarebbe stato diverso, pur non tralasciando opere di straordinaria bellezza, quali il Cenacolo, la Vergine delle Rocce e la Gioconda e i messaggi misterici in essi contenuti

Lezione 12 – Michelangelo e la pietra: “piuttosto celeste che terrena cosa”

Lezione 13 – Raffaello: “Da lui, finché visse, la Natura temette di essere vinta. Ma ora che egli è morto, teme di morir con lui”. 

Il periodo romano di Raffaello lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il suo complesso e articolato percorso creativo. Le parole del Ministro Franceschini: “La mostra su Raffaello è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello”.

Lezione 14 – I Veneti e il tonalismo: Giorgione, Tiziano e Tintoretto

Tre artisti per affrontare e conoscere la pittura veneta e la sua evoluzione dalla eredità lasciata da Bellini, Mantegna e Lotto
Giorgione, pochi dipinti di chiara attribuzione, spesso dal significato incerto, e una vita breve circondata da un alone di mistero: una realtà più simile ad una leggenda che ad una biografia.
Tiziano, fulcro del periodo di splendore della Repubblica di Venezia tra il XV e il XVI secolo, con opere dalle tinte forti ma al contempo raffinate, energiche ed eleganti
E poi Tintoretto che accompagna la virata dello stile verso il manierismo, addirittura a volte precursore dell’arte barocca, il Furioso, come lo definì il Vasari per il suo carattere forte e l’uso drammatico della prospettiva e della luce.
Come sempre la lezione delineerà gli artisti analizzandone nel dettaglio i dipinti più noti e che li hanno resi immortali

Lezione 15 – Il Manierismo: Cavalier D’Arpino, Giulio Romano, Giorgio Vasari

Il Manierismo è quel movimento artistico che si diffuse in Italia nel XVI secolo, ad opera di allievi o seguaci grandi maestri rinascimentali – Leonardo, Raffaello ma soprattutto Michelangelo –  enfatizzandone i tratti peculiari. Torsioni innaturali, sproporzioni, ma anche colori brillanti e violenti, in netta contrapposizione con le tinte delicate che caratterizzano l’arte del rinascimento.
La lezione svilupperà tutti gli aspetti, delineandoli attraverso le opere dei maggiori esponenti: Giuseppe Cesari, meglio noto come Cavalier d’Arpino, Giulio Romano – erede della bottega di Raffaello – e Giorgio Vasari che di tutti i suoi contemporanei e predecessori ha cantato vizi e virtù

Lezione 16 – Il Naturalismo di Caravaggio e la luce che fruga nella realtà

Lezione 17 – Il Naturalismo dei Carracci e il classicismo emiliano

Fondatore, insieme al fratello Agostino e al cugino Ludovico dell’Accademia dei Desiderosi, poi divenuta degli Incamminati, Annibale Carracci coniugò l’attenzione al disegno – tipica della scuola fiorentina – con il gusto per il colore – propria di quella veneziana. A lui dobbiamo non solo la riforma dello stile pittorico italiano, ma ha anche l’introduzione di nuovi soggetti nel repertorio. I suoi dipinti vanno infatti da scene di genere a paesaggi, a soffitti affrescati e pale d’altare e costituiscono alcune delle opere più belle e più variate di ogni artista.
Annibale Carracci, come Leonardo da Vinci, era il tipo di artista che non posò mai la matita. Sembra che abbia abbozzato costantemente, sempre e ovunque.

Lezione 18 – La pittura di genere e il Verismo: Velasquez e Rembrandt

Lezione 19 – Il Barocco Romano: dal trionfo berniniano alle curve avvolgenti del Borromini, passando per l’ecletticità del Maestro Pietro da Cortona

Dopo l’idealismo del Rinascimento e la natura un po’ forzata del Manierismo, l’arte barocca riflette le tensioni religiose dell’epoca, nonché il desiderio della Chiesa cattolica di riaffermazione. Roma, sede del Papato, è il luogo ideale affinché questo stile stravagante, quasi teatrale, a volte melodrammatico, veda la luce. I loro interpreti – Pietro da Cortona, Francesco Borromini e Gian Lorenzo Bernini – saranno, per sempre ed ovunque, maestri assoluti, imitati e grandi ispiratori di quell’arte che trionferà in tutta Italia e nelle corti delle monarchie assolute d’Europa.

 

Lezione 20 – Il Barocco: Firenze, Napoli, Lecce e Sicilia: monumentalità e fantasia

Nel barocco italiano, troviamo l’intrecciarsi strettissimo di razionalità e di fantasia, di riflessione e di creazione, di astrazione e di concretezza
L’architettura barocca è stata progettata per creare spettacolo e illusione. Così le linee rette del Rinascimento sono state sostituite da curve fluide, mentre le cupole e i tetti sono stati ingranditi e gli interni accuratamente costruiti per produrre effetti spettacolari di luce e ombra. Fu uno stile emozionale, che, ove possibile, sfruttò le potenzialità teatrali del paesaggio urbano

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