L’orto botanico di Roma

L’Orto Botanico di Roma è un luogo prezioso, ove la storia dell’Urbe si fonde con quella della botanica stessa. È il polo museale maggiore de La Sapienza, la prima Università di Roma, e dipende direttamente dal suo dipartimento di Biologia Ambientale.

La sua origine risale al Medioevo. Il suo antenato è il Simpliciarus Pontificius Vaticanus, ovvero il “Giardino dei Semplici” (da medica simplex, le erbe medicinali), che si trovava vicino alla chiesa di San Pietro in Montorio. Il giardino divenne sempre più grande, tant’è che Papa Alessandro VI, Rodrigo Borgia, lo volle trasformare in un vero e proprio Orto Botanico. Fu però Papa Alessandro VII, un Chigi, a dare impulso al suo sviluppo, grazie all’utilizzo dell’acqua Paola, e a donarlo a La Sapienza nel 1660.

Attualmente l’Orto Botanico ha un’estensione di 12 ettari e vanta oltre 3000 specie vegetali. Al suo interno si snoda un percorso che attraversa Villa Corsini, nella quale soggiornò la Regina Cristina di Svezia, giunta a Roma in seguito alla sua abdicazione del 1654. Il Palazzo Corsini è attualmente parte della Galleria Nazionale d’Arte Antica, mentre la gran parte del suo giardino è stato inglobato nell’Orto Botanico. Grandi palme aprono l’ingresso al visitatore, che può addentrarsi in serre, piccoli sentieri e salire lungo le pendici del colle Gianicolo. Al centro dell’Orto una grande scalinata trionfa: si tratta della Scalinata delle Undici Fontane, realizzata da Ferdinando Fuga nel 1742. Da cinque vasche digradanti, zampillano undici getti d’acqua, incorniciati da quattro Platani secolari; l’importanza architettonica e botanica di questo luogo lo rendono uno dei più suggestivi di Roma.

In alto, ai piedi della mostra dell’Acqua Paola, il cosiddetto “Fontanone”, c’è una piccola ed esotica sorpresa: si tratta del Giardino Giapponese dell’architetto Nakajima.

Nakajima, fedele alla tradizione culturale del suo popolo, riducendo al minimo l’intervento umano, ha lasciato che la natura si esprimesse liberamente. Nel suo giardino la Natura provvede a se stessa, regolando armoniosamente i conflitti tra i vari ambienti, essenze e componenti del mondo minerale, vegetale, animale. In cima, sotto un grazioso gazebo, si può godere di una magnifica vista di Roma e dei monti in lontananza.

Scendendo si attraversa una fitta foresta di bambù, così alti da offrire ombra anche in piena stagione estiva. Costeggiando le Mura Aureliane si incontra il regno delle Felci, piante antiche che ci raccontano il passato della nostra Terra. Per concludere, si saluta la regina dei fiori, la Rosa che con i suoi colori e i suoi profumi incanta e dona un “Arrivederci!” al visitatore.

Tutto questo e molto altro si può trovare nell’Orto Botanico di Roma: luogo di evasione, di arte e, soprattutto, di grande importanza scientifica!

Isabella Leone

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