Marcello Mastroianni, “latin lover” per errore

Nel 1993, durante la Notte degli Oscar, a Los Angeles, Federico Fellini riceve l’Oscar alla carriera, la quinta statuetta dorata portata a casa dal regista.
A premiarlo, sul palco, i due attori italiani più famosi del momento: Sophia Loren e Marcello Mastroianni. La prima, bellissima nel suo essere così naturalmente diva, il secondo con l’aria di chi lì, su quel palco, davanti a tutta quella gente, ci è capitato così per caso.
Eppure, in realtà, di casuale nella carriera di Mastroianni c’è stato molto poco. Anzi, quel successo Marcello l’ha sognato da quando, ad appena quattordici anni, aveva partecipato come comparsa con la madre nel film Marionette di Carmine Gallone, guadagnandoci anche un bel mal di pancia per la troppa uva mangiata.
Le difficoltà non erano state poche.
Il padre, Ottorino, aveva rifiutato il tesseramento al partito fascista, trovandosi così in gravi difficoltà lavorative ed economiche. Marcello era riuscito a diplomarsi come perito edile, accarezzando l’idea di una laurea in architettura. Il talento nel disegno gli aveva anche salvato la vita, più volte: era riuscito in questo modo a falsificare i lasciapassare per evitare sia il fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, sia la deportazione in Germania, ma era anche riuscito a sopravvivere a Venezia, ricalcando e rivendendo cartoline della Serenissima.
Con la Liberazione e la fine della guerra, Marcello torna a Roma, dove chiede alla madre Ida, grande amica della sorella di Vittorio De Sica, di raccomandarlo al regista come comparsa.
De Sica gli consiglia di studiare, e Marcello così fa. Si iscrive alla facoltà di Economia, ma solo per poter accedere al CUT, Centro Universitario Teatrale, vera e propria officina di talenti, dove conosce anche una giovane Giulietta Masina. E sarà proprio Giulietta a volerlo come co-protagonista nell’opera teatrale Angelica, dove Mastroianni viene notato e ingaggiato nella compagnia di Luchino Visconti. Con Visconti, Marcello fa scuola: impara a stare sul palco, a usare il corpo, la voce, vince la paura del pubblico. Al teatro, alterna anche la partecipazione ad alcuni film, sempre nel ruolo del bello, bravo e onesto, e dove conosce l’attrice con cui farà coppia (solo sullo schermo!) in ben 14 film: Sophia Loren.
Ben presto, Marcello inizia a farsi notare, a vincere i primi premi (alcuni dei quali portati di corsa al Monte dei Pegni!), e viene chiamato a far parte del cast di un film che darà inizio ad un nuovo filone comico: la commedia all’italiana. Ne I soliti ignoti Marcello affianca attori del calibro di Vittorio Gassman e Totò, ma non raggiunge la fama internazionale in cui aveva sperato.
Ma si avvicinano gli anni ‘60, e Marcello, grazie alla sua “faccia qualsiasi” viene scelto come protagonista de La Dolce Vita, il nuovo film di Federico Fellini, regista visionario che aveva già all’attivo ben due Oscar.
Il film, con tutte le polemiche che si è trascinato al seguito, regala a Mastroianni il primato di attore più famoso (e più pagato!) d’Italia, nonché la nomea del “latin lover”, cosa contro cui l’attore si batterà per tutta la vita, cercando in tutti i modi di smentire questa voce, interpretando anche ruoli coraggiosi e poco virili, come quello dell’impotente ne Il bell’Antonio, al fianco di Claudia Cardinale, o quello dell’omosessuale in Una giornata particolare, di Ettore Scola, al fianco della fidata Sophia Loren. Bel tentativo, Marcello, ma purtroppo il risultato sarà solo quello di aumentare a dismisura il suo fascino.
Da lì, altri, tantissimi, film di successo, più di 170, come ricorderà lui. Poi il ritorno alle origini, al teatro, e un documentario/testamento in cui, con ironia e umiltà, il divo si racconta, ricordandoci ancora una volta com’era Marcello Mastroianni: ironico, umile, l’attore “meno attore” del cinema italiano. E, forse, proprio per questo, il più amato!
Giulia Faina