La Notte di San Lorenzo: “…e quindi uscimmo a riveder le stelle”

La Notte di San Lorenzo è anche detta notte delle stelle cadenti, poiché è un momento propizio per osservare queste “stelle” che “cadendo” lasciano una scia luminosa.

Ma cosa sono le stelle cadenti?

Le stelle cadenti sono uno sciame meteorico. Quando la Terra, nel suo moto orbitale intorno al Sole, attraversa l’orbita di una cometa che ha lasciato una scia di detriti, sono visibili. Entrando a contatto con l’atmosfera a una velocità di alcune decine di chilometri al secondo, questi piccoli frammenti bruciano per attrito, lasciando delle spettacolari scie luminose.

Sono caratteristiche del cielo di agosto perché la Terra attraversa la stessa zona di spazio ogni anno. I nomi degli sciami meteorici si riferiscono ai nomi delle costellazioni da cui sembrano provenire tutte le scie luminose; in realtà questa è la direzione verso cui la Terra si muove lungo la sua orbita in quella data. Gli sciami più famosi sono le Leonidi, le Geminidi, le Perseidi e le Quadrantidi.

Per vederle al meglio l’ideale è avere un cielo che non abbia l’inquinamento luminoso che c’è in città e allora per la Notte di San Lorenzo l’Associazione Culturale Calipso vi dà appuntamento a Rocca di Cave, presso il Museo Geopaleontologico “Ardito Desio” che è situato al margine meridionale dei Monti Prenestini, nel Lazio, e le sue collezioni geopaleontologiche sono fortemente legate al territorio. Rocca di Cave sorge in una magnifica posizione panoramica, a ridosso delle mura della torre di avvistamento che i monaci benedettini edificarono nel IX secolo per difendersi dalle incursioni dei Saraceni.

L’area di Rocca di Cave riveste una notevole importanza paleogeografica, in quanto rappresenta il lembo più occidentale di Cretacico Superiore (tra circa 100 milioni e 70 milioni di anni fa) in facies laziale-abruzzese. Più in particolare, questo settore costituiva il margine occidentale della piattaforma carbonatica nel Cenomaniano e nel Turoniano (Cretacico Superiore), le cui scogliere fossili erano caratterizzate da una tipica associazione con bivalvi dominanti (rudiste ed altri), gasteropodi, esacoralli, poriferi e rari echinidi.

Il cielo a Rocca è molto nitido e nella notte del 10 agosto, in compagnia di esperti, sarà possibile vedere tutte le costellazioni del Nord (Orsa Maggiore, Orsa Minore, Andromeda, Cassiopea, Cefeo e il Drago), quelle di stagione (il Cigno, la Lira e l’Aquila) le Costellazioni dello Zodiaco e, ovviamente, le stelle cadenti!

Ma le stelle non sono tutto: passeggiando lungo un sentiero (difficoltà: facile)  bello scoprire i fossili dell’antica scogliera. A sole tramontato, l’osservatorio astronomico sarà pronto per mostrare il cielo e si lasciar scoprire tante sorprese con il Telescopio: Saturno, che con i suoi anelli troneggia nello spazio sconfinato e tanti “oggetti celesti” come nebulose, ammassi aperti, stelle doppie.

Isabella Leone