Augusto, il primo Imperatore

“All’età di diciannove anni, con mia personale decisione e a mie spese personali costituii un esercito con il quale restituii a libertà la repubblica oppressa da una fazione.”

Queste le parole di Augusto nella sua autobiografia.

Ma chi era Augusto?

Nato Gaio Ottavio il 23 settembre del 63 a.C., rimase orfano di padre all’età di 4 anni e ma fu preso sotto l’ala protettiva del suo prozio materno: Giulio Cesare.

Ottavio era biondo, fronte alta, naso importante, occhi che attiravano lo sguardo. Ma al di là del bell’aspetto, aveva doti ben più importanti e durature, esattamente quelle che gli permisero di divenire il padrone assoluto di Roma e di un impero immenso: un concentrato di astuzia, prudenza, carisma e riservatezza.

Da subito conquistò il favore del popolo, ma senza inimicarsi il Senato. Arrivato a 19 anni Roma dopo la morte di Cesare, appresa l’adozione da parte del prozio, chiese che gli venissero restituiti, almeno in parte, i denari consegnati ad Antonio dalla moglie di Cesare, Calpurnia, subito dopo la morte del dittatore, con i quali si sarebbero dovuti pagare i 300 sesterzi a testa che Cesare aveva lasciato nel suo testamento ai cittadini romani. Antonio non dovette preoccuparsi molto di quel giovinetto e con noncuranza non soddisfò la richiesta: quelli non erano denari privati ma dell’erario. Ottavio decise allora, impegnando i propri beni, di anticipare al popolo le somme, diffondendo ad arte la voce che Antonio gli impediva di entrare in possesso della sua eredità.

Fu la mossa vincente e la sua popolarità crebbe immediatamente, in tutte le classi sociali.

Ottavio iniziò così la sua ascesa che fu lenta, lunga e faticosa, ma con lui la Repubblica Romana iniziò il suo inesorabile declino cedendo il passo ad una nuova era, quella più splendente: l’Impero.

Nel 27 a.C. il Senato, al quale Ottavio restituì i poteri assunti solo per condurre a termine la guerra contro Marco Antonio, gli conferì il titolo di Princeps, primo cittadino.

Con un’altra mossa vincente Ottavio aveva sancito dunque l’inizio della nuova era: Roma divenne un Impero; Ottavio da quel momento divenne l’Augusto e governò Roma fino alla sua morte. La storia lo ricorda come il primo imperatore, il primo della Gens Julia, anche se il titolo fu solo di fatto, e non di diritto. Governò per 41 anni, trasformando Roma da città di mattoni in città di marmo, favorì alla pace, diede impulso alla crescita economica e alla cultura, grazie all’affiancamento di due grandissimi uomini: Marco Agrippa, più anziano di lui di 6 mesi  – grande generale, capace ingegnere, raffinato architetto, suo stimatissimo amico, tanto da ricevere in sposa l’unica figlia di Augusto, Giulia – e Mecenate, grande cultore di tutte le arti.

Ma la sua fu una politica in nome del popolo, moderata, soprattutto equilibrata, attenta a mantenere i favori del Senato, molto gestita dal volere – in sordina – della sua amata moglie Livia, che quel che voleva otteneva, anche se Augusto non se ne accorgeva!

Per la politica “per il popolo” bisognò attendere l’ultimo esponente della Gens Julia, un suo diretto discendente: Nerone.

Anna Maria

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