Vissi d’arte, vissi d’amore

Esiste un’anima di Roma leggendaria che è il simbolo della Roma ottocentesca: Tosca, una donna mai esistita, ma che incarna tante donne che in quell’epoca erano – e sono – proprio così. Tanto è nell’immaginario collettivo questa donna, che la Cappella Barberini, all’interno della Chiesa di Sant’Andrea della Valle, teatro del primo atto dell’opera teatrale e lirica, è comunemente chiamata “Cappella della Tosca”.
L’opera pucciniana Tosca andò in scena per la prima volta il 14 gennaio 1900, al Teatro Costanzi, cioè il Teatro dell’Opera di Roma.
Floria Tosca è una celebre cantante lirica, bella, desiderata da tutti, dal temperamento caldo e passionale, istintiva, gelosa del suo bel Mario Cavaradossi, pittore.
Di Tosca s’è invaghito Scarpia, il capo della Polizia pontificia: la vuole a tutti i costi.
Il Cavaradossi è di idee Giacobine ma lavora al soldo del Papa ed è proprio nella chiesa di Sant’Andrea della Valle che sta lavorando Mario quando irrompe Tosca e, ravvedendo nelle sembianze della Madonna dipinta dal suo amante una donna a lei nota, farà la sua scenata di gelosia.
Al triangolo tra i tre protagonisti fa da palcoscenico Roma: la Capitale è parte integrante del dramma, simbolo di bellezza eterna sulla scena dei teatri di tutto il mondo.
Tosca si svolge in una data ben precisa: sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo. Ma il dramma d’amore perseguitato interessava di più Puccini rispetto al grande affresco storico di Victorien Sardou, l’ideatore di Tosca.
Puccini è a Parigi quando viene rappresentata l’opera teatrale in 5 atti nel 1887 e trova ispirazione per la sua forse più famosa opera.
E sì, perché a Puccini piace parlare di donne e di amore e in quest’opera mette in gioco tutto il suo talento per rappresentare le emozioni della sua eroina e mostrare le sue pene d’amore.
È una storia drammatica e appassionata.
La peculiarità della trama della Tosca di Puccini è quella di presentare una concatenazione vertiginosa di eventi intorno alla protagonista femminile che è divenuta, in quanto cantante, la prima donna del teatro lirico.
Il barone Scarpia è l’antagonista, colui che dà la caccia all’evaso Angelotti, tortura l’eroico Cavaradossi e, soprattutto, concupisce la bella Tosca, il tutto condito con un’astuzia e una mancanza di scrupoli che lo pongono in cima alla classifica dei «più cattivi» della letteratura. Ma Victorien Sardou non lo ha proprio “inventato”: l’ispirazione fu un «sbirro» borbonico, capace di ingannare e far fucilare anche i suoi amici d’infanzia.
Tosca ama Mario, di un amore vero, profondo ed appassionato, sacrificale, un amore tipicamente femminile, quell’amore che vede le donne condannate a vivere innamorate e morire appassionate e a far volare la loro anima laddove sente il richiamo dell’amato. E infatti Tosca, per salvare Mario è disposta a qualsiasi cosa, anche a concedersi, seppur inorridita, al barone Scarpia. Ma la dignità personale e il rispetto per il suo uomo avranno la meglio e nel momento in cui Scarpia si avventerà su di lei per riscuotere il suo “oggetto di scambio”, Tosca lo pugnalerà a morte. La scena è uno dei momenti più drammatici dell’opera ed è spesso rappresentata come locandina, con Tosca che religiosamente dispone due candelabri intorno al corpo esanime del suo aguzzino.

L’intera opera si ambienta in siti meravigliosi, simbolo della magnificenza di Roma, in richiamo ai fasti della città papalina. Tosca è una donna di grande temperamento, pronta a tutto, drammaticamente risoluta, che per la sua passione, per la difesa del suo amore, corre verso una fine tragica ma dopo essersi fatta personalmente giustizia, carattere meravigliosamente espresso nella romanza pucciniana “vissi d’arte, vissi d’amore”.
È possibile godere la passionalità di quest’opera nei suoi luoghi e conoscere de visu i personaggi che la animano, percorrendo le vie del centro storico in una sorta di Tosca-Tour della Capitale.

Tosca, Mario e Scarpia nella loro lingua verace, il romanesco, racconteranno le loro passioni, l’amore, gli ideali politici, il desiderio e la bramosia, si muoveranno su un palcoscenico che è la Roma stessa, animeranno la vita notturna della città moderna con i loro canti e nei loro abiti teatrali racconteranno quella che rimarrà per sempre la storia d’amore, gelosia, potere e grandi ideali per antonomasia.

Grazie alla realizzazione di una “passeggiata teatrale”, un format innovativo dove non mancheranno spiegazioni dettagliate, saranno i luoghi ad incontrare l’opera, ad avvolgerla e dispiegarla: Tosca, nei luoghi e nella lingua di Tosca!

Anna Maria