Roma, città di fantasmi

Roma, città millenaria. Città d’arte, storia e misteri. Città di Fede, Speranza e Carità.

Città d’Anime…

Molte vite hanno solcato la città di Roma, lasciando le loro orme e contribuendo, con gli intrecci delle loro esistenze, ad arricchire l’Anima di una città che vive e respira di arte e di storia. Alcune di queste anime vagano tra i vicoli della Città Eterna e, ancora oggi, possono far rivivere le loro storie.

Nelle notti di luna piena, a Piazza Navona, dal palazzo De Cupis, appare una mano bianca: è la mano di Costanza Conti, una giovane donna vissuta all’inizio del XVII secolo, andata in sposa al nobile De Cupis. Costanza era molto bella ma, soprattutto, era famosa per le sue mani perfette. Era un’accanita ricamatrice e donna molto devota. Un giorno un frate le predisse che avrebbe perso le sue mani, ma Costanza non gli diede troppo peso. Di lì a poco, si punse con un ago e fu fatale: la puntura le fece infezione. Dapprima le amputarono la mano, ma non bastò, perché l’infezione si era ormai diffusa in tutto il corpo e Costanza morì. La poveretta ancora non si dà pace…

In Piazza San Pietro è facile incontrare il fantasma del grande Giulio Cesare. Le sue ceneri erano custodite, infatti, nella sfera di bronzo in cima all’obelisco vaticano. Nel 1585 Papa Sisto V volle spostare l’obelisco al centro di Piazza San Pietro ma, sfortunatamente, Domenico Fontana bucò la sfera, curioso di sapere che cosa contenesse…

Ecco uscirne quindi le ceneri del grande Giulio Cesare, il cui spirito da allora vaga indisturbato per l’Urbe!

A Castel Sant’Angelo invece, se doveste incontrare un omaccione con una cappa rossa che vi offre un po’ di tabacco, diffidate! È sicuramente il fantasma di Mastro Titta, il boia più famoso dell’Urbe. Abile nella decapitazione, fece saltare ben 514 “capocce” davanti a tutta Roma. Le sue esecuzioni erano dei veri e propri spettacoli di massa: tutta Roma accorreva a vedere l’ultimo respiro dei condannati! Poco prima il popolo spargeva voce “Mastro Titta passa ponte!!!”, il che voleva dire che il boia si muoveva dal Rione Borgo, dove abitava, verso il centro, dove decapitava! Era un grande esperto anche di mazzolamenti, squartamenti, insomma dei mezzi della Roma papalina. Perciò non accettate il tabacco da questo signore: lo offriva sempre ai condannati come un ultimo desiderio!

Isabella Leone

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