Fellini&Masina, anime indivise

Il grande regista Federico Fellini ci ha mostrato, disegnato e descritto in ogni modo l’aspetto della sua donna ideale: giunonica, bellissima, “salvifica”, come la definisce Guido, il suo alter-ego, interpretato da Marcello Mastroianni, nel capolavoro felliniano “8 e ½”.

Eppure, nella vita Fellini aveva trovato l’amore in uno scricciolo allegro: la piccola e brillante Giulietta Masina.

Perché?

Agli amici, che costantemente gli chiedevano perché avesse scelto proprio lei, Fellini rispondeva: “Perché solo lei mi fa ridere così tanto.”

I due si conoscono quando hanno entrambi appena vent’anni, negli studi dell’EIAR, l’Ente Italiano Audizione Radiofonico, per il quale Fellini lavora come autore. È di sua creazione, infatti, lo show radiofonico Cicco e Pallina, la storia di una coppia di ingenui innamorati e delle loro disavventure. A prestare la voce a Pallina è proprio Giulia Masina, o Giulietta, come poi la ribattezzerà il regista. Il primo approccio è di Federico che, con la scusa di volerla proporre per un film su Cicco e Pallina, le chiede una sua foto. Il film non si è mai fatto, ma pochi mesi dopo i due convolano a nozze. Un matrimonio sbrigativo, senza troppo sfarzo, con pochi invitati. Il viaggio di nozze? Una serata a teatro dove il loro grande amico Alberto Sordi fa fermare lo spettacolo in cui stava recitando per fare gli auguri alla coppia. La vita da sposati, purtroppo, li vede subito protagonisti di una tragedia: la morte del figlioletto Federichino, pochi giorni dopo la nascita.

Giulietta si ritira dalle scene per un po’, per tornare poi a recitare nel film (il primo di una lunga serie) che il marito scrive apposta per lei, su di lei: “La Strada”, in cui Giulietta interpreta l’iconico ruolo di Gelsomina, venduta all’artista di strada Zampanò per un fiasco di vino e un cartoccio di mortadella. In Italia, il film non riceve grandi consensi, mentre all’estero è un successone: arriva, per Federico, il primo Oscar, seguito a ruota da altri tre. Un quinto, l’ultimo, il più importante, quello alla carriera, sarà per Federico l’ennesima occasione per celebrare la sua Giulietta, ringraziandola davanti al pubblico e all’Accademy, pronunciando la storica frase “Giulietta, please, stop crying!”.

È il 1993 e pochi mesi dopo Fellini dirà addio alla sua amata e al suo pubblico, non prima di aver festeggiato, in ospedale, i cinquant’anni di matrimonio con la Masina.

Un matrimonio chiacchierato, intorno al quale circolano voci su tradimenti e continue scappatelle di Federico (ma anche di Giulietta, pare, come dichiarato dall’ex moglie di Richard Baseheart, altro protagonista de “La Strada” e con cui, sembra, Giulietta abbia avuto una liason), ma un matrimonio felice, l’unione vera di due anime gemelle.

E come tutte le anime gemelle, anche Fellini e la Masina se ne andarono insieme, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra, lui stroncato da un ictus e lei lentamente consumata da un tumore ai polmoni.

Fu Giulietta ad organizzare il funerale e la camera ardente di Federico, nello studio 5 di Cinecittà, il più grande d’Europa. Lei, invece, riposa ancora oggi con l’abito di paillettes che indossava la sera dell’Oscar alla carriera al marito, e, tra le mani, una rosa rossa.

Giulia Faina

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