L’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala

Nel cuore di Trastevere c’è un gioiello di scienza e di storia: la prima farmacia dell’Urbe. Quest’antica farmacia, di proprietà dei Carmelitani Scalzi, attiva dal XVII secolo, è stata chiusa nel 1954, ma si conserva intatta come se fosse rimasta al ‘700. Entrando è infatti possibile compiere un vero e proprio viaggio nel tempo e nel “sapere” del passato: una sala si apre al visitatore, coperta da armadi colmi di ampolline che conservano le medicine di una volta!

Fino al 1808, anno in cui venne istituita la cattedra di Farmacia, il sapere farmaceutico era perlopiù in mano ai frati. Fin dal medioevo, infatti, grazie al loro stile di vita semplice, si dedicarono alla coltivazione dei Medica Simplex, ovvero le erbe medicinali, usate per scopi curativi. Il 20 marzo 1597, con la bolla Sacrarum Religionum, papa Clemente VIII Aldobrandini concesse ai Carmelitani Scalzi l’erezione di un convento a Roma, in Santa Maria della Scala. Così gli Scalzi adibirono un terreno di loro proprietà alla coltivazione delle erbe e cominciarono a creare dei medicamenti. Inizialmente tutto ciò era a scopo personale, ma alla fine del ‘600, la loro spezieria aprì al pubblico divenendo, in poco tempo, una vera e propria istituzione.

Lo studio dei frati sulle spezie arrivò a tale fama che, come testimonia un dipinto nell’atrio della farmacia in cui è rappresentato “Fra’ Basilio della Concezione che impartisce lezioni ad un gruppo di discepoli”, fu aperta una scuola per tutti, frati e laici. Fra’ Basilio fu una mente illuminata: creò un rimedio detto ”Acqua della Scala”, una lavanda antinevralgica usata per le malattie delle prime vie respiratorie, i dolori reumatici e le allergie; l’”Acqua di melissa” o “Acqua contro l’isterismo”, usata come calmante, e l’”Acqua della Samaritana” o “Acqua contro le pestilenze”, un disinfettante. Altro rimedio preparato dalla spezieria è la famosa Theriaca, dal greco θηριακή thēriakḗ cioè antidoto, è un preparato farmaceutico dalle supposte virtù miracolose di origine antichissima. Pare che lo usasse già Nerone grazie al suo medico personale, Andromaco, che seguì i consigli del medico di Mitridate, il re del Ponto. La sua composizione è variata molto nel corso del tempo, trasformandosi da rimedio contro i veleni a rimedio per combattere le malattie in generale.

Le teriache del XVI, XVII e XVIII secolo erano fondamentalmente composte da: carne essiccata di vipera, valeriana, oppio, pepe, zafferano, mirra, malvasia, polvere di mummia e anche angelica, centaurea minore, genziana, incenso, timo, tarassaco, matricaria, succo d’acacia, potentilla, miele attico, liquirizia, finocchio, anice, cannella, cardamomo, aristolochia, opoponax, scilla, agarico bianca, vino di Spagna.

Ancora oggi, sollevando un pesante coperchio, si può godere del profumo dell’ultima Teriaca preparata dai Carmelitani poco prima che la Farmacia chiudesse, conservata in un bel vaso di marmo.

L’Antica Spezieria divenne talmente famosa che vi accorsero ambasciatori, duchi, regine, addirittura medici del pontefice, tanto che assunse l’appellativo di “Farmacia dei Papi”. Con l’istituzione della cattedra di Farmacia, nella Spezieria cominciarono a convivere i Carmelitani e i Farmacisti: il loro fu un ottimo connubio che, grazie allo scambio di conoscenze, portò ad una crescita sorprendente.

Oggi l’Antica Spezieria è inattiva dal 1954, ma visitabile. L’odore del legno di una volta, lo stampo delle ricette, antiche erbe conservate, l’Erbario di Fra’ Basilio, la piccola fabbrica di pillole, sono sorprese che si possono trovare all’interno di questo luogo incantato, forse poco conosciuto, ma che conserva un vero e proprio patrimonio di storia, di arte e, soprattutto, di scienza!

Isabella Leone

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